Fast Emotional Elaboration and Liberation (FEEL): un quadro somatico per completare il ciclo dello stress nella paura correlata al trauma
La paura correlata al trauma spesso persiste nonostante la consapevolezza cognitiva, suggerendo che la sofferenza emotiva non possa essere spiegata esclusivamente dai processi psicologici coscienti.
Un numero crescente di evidenze provenienti dalle neuroscienze e dalla psicofisiologia indica che le esperienze traumatiche possono essere codificate in circuiti neurali e autonomici impliciti, producendo un’attivazione fisiologica persistente anche quando la minaccia originaria non è più presente.
Questo articolo presenta i fondamenti teorici del Fast Emotional Elaboration and Liberation (FEEL), un metodo somatico strutturato sviluppato nell’ambito del modello di Unified Integrative Medicine (UIM) per affrontare le risposte di paura persistenti associate a un’elaborazione incompleta del ciclo dello stress.
Nel modello UIM, i disturbi emotivi sono intesi come interruzioni della coerenza tra regolazione fisiologica, interpretazione psicologica e organizzazione informazionale del sistema umano.
Il modello integra un’architettura della psiche a tre livelli, anima animale, anima umana e spirito guida, con un modello ciclico di regolazione dello stress costituito da eccitazione, espansione, contrazione e rilassamento.
Quando la risposta difensiva viene interrotta, l’organismo può rimanere parzialmente fissato nella fase di contrazione, con conseguenti risposte croniche di paura.
FEEL traduce questa cornice concettuale in un protocollo clinico articolato in tre fasi: preparazione e attivazione controllata, identificazione dell’“indirizzo emotivo” corporeo e coinvolgimento somatico mirato seguito da stabilizzazione.
Il metodo mira a facilitare il completamento delle risposte difensive irrisolte e a ristabilire la regolazione autonomica.
FEEL offre un quadro somatico strutturato che integra la fisiologia dello stress, la ricerca sul trauma e il modello UIM della psiche e della salute.
Le ricerche future dovrebbero valutare l’efficacia clinica del metodo e indagare correlati fisiologici come la variabilità della frequenza cardiaca e la regolazione interocettiva, al fine di chiarirne ulteriormente i meccanismi d’azione.
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