La coscienza come informazione strutturata risonante: un’ipotesi di campo classico con un modello fenomenologico a 64 stati
Il divario esplicativo tra l’elaborazione neurale dell’informazione e l’esperienza soggettiva rimane irrisolto.
Questo articolo presenta il Field-Encoded Resonant Information Model (FERIM), un’ipotesi circoscritta e falsificabile secondo cui l’informazione è fisicamente incorporata nell’organizzazione spaziale, spettrale, di fase, di polarità e temporale dei campi elettrici e magnetici.
Su scala biologica, tutte le principali previsioni sono formulate nell’ambito dell’elettrodinamica classica: i campi elettromagnetici endogeni generati dalla dinamica delle cariche e delle correnti sono considerati portatori misurabili di informazione strutturata e possibili contributori all’integrazione ricorrente a livello dell’organismo.
La teoria quantistica dei campi viene richiamata esclusivamente come fondamento microscopico standard dell’elettromagnetismo; il modello non prevede alcun effetto informazionale specificamente quantistico, a meno che non venga dimostrata in modo indipendente un’osservabile non classica.
Un’architettura a sei modalità ispirata a un vortice bipolare viene mantenuta esclusivamente come compressione fenomenologica degli stati latenti.
Se vengono identificate empiricamente sei modalità effettive e ciascuna di esse è bistabile, lo spazio delle configurazioni classiche risultante contiene 2⁶ = 64 stati.
Questo numero non rappresenta né una necessità fisica né una prova della coscienza; il modello a sei modalità deve dimostrare prospetticamente prestazioni superiori rispetto a modelli alternativi con un diverso numero di stati.
L’accoppiamento risonante è rappresentato da un indice calibrato e normalizzato che combina sovrapposizione spaziale, corrispondenza spettrale, sincronizzazione di fase e orientamento del campo.
La chiusura causale correlata al sé viene resa operativa attraverso un trasferimento bidirezionale e dipendente dallo stato dell’informazione tra i pattern di campo e variabili dell’organismo quali memoria, valutazione, regolazione autonomica, resoconto e azione.
Il quadro teorico definisce esperimenti per fasi, procedure di confronto tra modelli, i più piccoli effetti di interesse derivati da studi pilota e criteri espliciti di rigetto.
FERIM dovrebbe pertanto essere valutato sulla base delle prestazioni predittive e dell’intervento causale, e non sulla base dell’origine ontologica dell’architettura a 64 stati.
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